Le origini

Le origini

Siamo certi di non sbagliare affermando che pochi birrifici italiani possono vantare una storia antica come la nostra. Tanto antica da rendere difficile e controversa l'individuazione esatta del suo inizio, benché alcune notizie ci siano: il 14 Febbraio 1905 tre coraggiosi imprenditori - il commendatore Giacomo Ricchini, il cavalier Giovanni Magnasco e il cavalier Sisto Poggi - diedero vita alla Società per Azioni "Fabbrica Birra Busalla" con l'intento di realizzare un complesso industriale per la fabbricazione della birra. Verso la fine del 1906 è il cavalier Poggi ad assumere il controllo della società, rilevando la maggioranza delle quote di capitale ed aumentando sensibilmente la produzione che arriva a 25.000 ettolitri all'anno. La Fabbrica Birra Busalla si trasforma in Fabbrica Birra Poggi & C. e il cambiamneto viene sottolineato da una solenne cerimonia ufficiale. In un articolo de "Il Secolo XIX" del 18 Settembre 1906: "Ieri, come venne annunziato, ebbe luogo la solenne inaugurazione della rimodernata ed ampliata Fabbrica di Burra Pocci & C."
La Fabbrica Birra Busalla attraversa un periodo d'oro, grazie all'ampliamento e al potenziamento la sua produzione arriva a essere quasi il 25% di quella italiana e il prodotto era destinato alla vendita all'ingrosso e distribuita su tutto il territorio nazionale.


Il declino

La Fabbrica Birra Busalla nel 1906

Le vicende storiche degli anni successivi influiscono negativamente sulla produzione che subisce una battuta di arresto dovuta alla paralisi economica provocata dagli eventi della I Guerra Mondiale. L'impossibilità di coltivare internmente in Italia l'orzo destinato alla produzione nazionale di birra e la mancanza di malto la cui importazione risulta problematica, portano ad un calo della produzione e ad una crisi che coinvolge una grande industria del settore come la Peroni con sede a Roma, e che grava pesantemente anche sulla Fabbrica Birra Busalla. Il cav. Poggi, che aveva assunto il controllo della società, è costretto a cedere le sue azioni a nuovi azionisti che tentano di risollevarne le sorti con aumenti piuttosto importanti di capitale senza però riuscire nel loro intento.

La chiusura nel 1929

La Fabbrica Birra Busalla nel 1906

La crisi, superata a fine conflitto dalla società Peroni e da tutta l'industria birraria nazionale che arrivano ad espandersi e a potenziarsi, diventa più grave per la fabbrica della Valle Scrivia che non riuscirà più a risollevarsi, concludendo la sua avventura con la chiusura che arriva nel 1929. Rimangono gli edifici che continuano ad essere proprietà della società Fabbrica Birra Busalla, le cui azioni dal 1942 al 1971 appartengono alla famiglia Raimondo residente a Genova, in ultimo nella peersona di Vincenza Raimondo. Dopo il 1971 passeranno all'Istituto Piccola Opera della Divina Provvidenza di Don Orione, sotto forma di lascito vincolato ad usufrutto a vita a favore di Caterina Zunino, che decide di non risistemare gli edifici che richiedono interventi di manutenzione e ristrutturazione molto onerosi.


La ristrutturaizone

La storia recente

La Fabbrica Birra Busalla oggi

Dal 1971 gli stabili presenti nell'area vengono utilizzati per diversi scopi: magazzino per vendita all'ingrosso di merci varie (frutta, pollame, specchi e cristalli). Nel 1995 un gruppo di imprenditori decidono di recuperare l'antico complesso industriale, ristrutturandone esternamente gli edifici. Nel 1998 parte degli immobili saranno restaurati anche internamente e nel 1999 adibiti alla produzione che riprende sotto il nome di Fabbrica Birra Busalla. Sempre nello stesso periodo altri impmobili saranno destinati a locali di ristorazione e strutture alberghiere.
Nel 1999 viene riaperta la Fabbrica di Birra Busalla, primo microbirrificio in Liguria. Oggi il complesso, è costituito da due componenti: la fabbrica e il locale di mescita con annesso ristorante, dove si possono degustare le birre prodotte (tutte non pastorizzate e non filtrate) da affiancate ad una cucina che offre una variegata gamma di prodotti: primi piatti di pasta fresca, taglieri di salumi e formaggi selezionati e sopratutto carni di primissima scelta come bisonte, bufalo, Angus scozzese, anatra, struzzo, chianina, Wagyu massaggiato tipo Kobe, vacca vecchia e fassona piemontese, fiorentine e costate.


La storia recente: l'Albergo Birra ieri e oggi

L'Albergo Birra Busalla nel 1906

L'edificio indicato sull'originale mappa catastale del complesso con il n. 64, corrisponde all'antico albergo, oggi ancora presente e completamente ristrutturato. L'albergo era già presente nei primi anni del Novecento e l'apertura dell'esercizio come punto di ristoro risale addirittura ad un periodo precedente all'inaugurazione della fabbrica Birra Busalla, databile quindi intorno alla fine dell'Ottocento. L'Albergo Birra assume questo nome nel 1906 e diventa ben presto un utile completamento della vicina fabbrica, richiamo per clienti e tocco di raffinatezza. È frequentato soprattutto da villeggianti che trascorrevano l'estate in Valle Scrivia, attirati dal luogo fresco e richiamati dalle pubblicità della Fabbrica Birra, che lodavano la bevanda prodotta nella adiacente fabbrica.

L'Albergo Birra a Busalla oggi

Dopa la I Guerra Mondiale il rinomato albergo inizia il suo declino ancora prima della vicina attività industriale, fino alla chiusura nel 1925. L'albergo riprende la sua attività nel 1932, soltanto come ristorante, quando la situazione è particolarmente favorevole per la presenza in zona di cantieri e operai impegnati nella costruzione della "camionale", l'attuale Autostrada A7 Genova-Milano. Dopo tre anni, a cantieri chiusi però, anche il posto di ristoro è costretto a chiudere per mancanza di introiti fissi. Dagli anni successivi alla II Guerra Mondiale, sino al 1995, i piani dell'albergo saranno divisi e utilizzati come singoli appartamenti. Dal 1999, con la completa ristrutturazione e recupero dell'area, l'Albergo Birra è nuovamente in funzione, frequentato soprattutto da chi si ritrova in zona per motivi di lavoro.